Emmaus, ai margini della valle di Àialon, era l'unica città nei dintorni di Gerusalemme con questo nome nel I secolo d. C. Ciò si evince sia dalla letteratura rabbinica che dalle opere di Giuseppe Flavio (vedi il Primo periodo romano ). Ciò è confermato anche dal fatto che Emmaus Nicopolis è l'unico luogo in Terra Santa che ha conservato nel corso dei secoli e fino ai giorni nostri il nome Emmaus (in arabo Amouas, Imouas). Inoltre, secondo alcuni antichi manoscritti del Vangelo di Luca di grande qualità (tra cui il Codice Sinaitico), la distanza tra Gerusalemme ed Emmaus, dove Gesù apparve dopo la sua Resurrezione, equivale a 160 stadi, che corrisponde alla posizione di Emmaus Nicopolis. 

 

 

L'Emmaus della valle di Àialon è conosciuta nella storia ebraica come il luogo delle vittorie nazionali riportate da Giosuè e Giuda Maccabeo (vedi Periodo dell’Antico Testamento e Periodo asmoneo). L'apparizione di Gesù risorto in questo luogo, mentre manifesta la sua Vittoria sulla morte, viene così posta dall'autore del Vangelo in continuità con le vittorie ottenute con l'aiuto di Dio dal popolo della Prima Alleanza.

La più antica tradizione cristiana dei Padri della Chiesa è unanime nella venerazione di Emmaus Nicopolis come luogo dell'apparizione di Gesù risorto. I cristiani di Terra Santa, soprattutto quelli delle chiese orientali, le sono rimasti fedeli lungo i secoli, fino ai giorni nostri.

Questa tradizione venne confermata alla fine del XIX secolo da Santa Mariam di Gesù Crocifisso, una mistica carmelitana di Betlemme, alla quale Gesù rivelò il luogo esatto della sua apparizione a Emmaus. In seguito a questa rivelazione il Carmelo di Betlemme acquistò il luogo santo di Emmaus Nicopolis, che allora era in possesso dei Musulmani, i pellegrinaggi cristiani in questo luogo ricominciarono.


                                                                                                      Santa Mariam

 



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