Emmaus nella tradizione ebraica
 
La posizione geografica di Emmaus è descritta nel Talmud di Gerusalemme, Trattato Sheviit 9,2: 
«Da Bet Horon al mare, si dice, c'è una sola provincia», senza regioni. No, dice R. Yohanan, ci sono la montagna, la pianura e la valle; da Bet Horon a Emmaus (אמאוס) c'è la montagna; da Emmaus a  Lod la pianura; da Lod fino al mare la valle.
 (Traduz. nostra, vedi qui il testo originale). 


Il nome “Emmaus” deriva probabilmente dal termine ebraico “Hammat” o “Hamta”, che significa “sorgente calda”. Ad Emmaus è attribuito questo nome nella Midrash Zuta del Cantico dei Cantici 6,8 e nella Midrash Rabbah delle Lamentazioni 1,45.


Secondo il Midrash Zuta, alcune spie inviate da Mosè nella Terra Promessa passarono da Emmaus: 

Quando Mosè inviò alcune spie, cosa videro quando arrivarono a Hamat? Mosè aveva detto loro: «Non entrate come ladri, ma siate coraggiosi e raccogliete alcuni frutti della terra» (Numeri 13, 20). Ma gli Amorrei cominciarono a dire: «Guarda, queste persone non sono venute se non per tagliare i nostri alberi e bruciare le nostre città». Alcuni messaggeri uscirono dietro a loro e gli Amorrei li attaccarono. Achimàn, Sesài e Talmài li inseguirono fino alloro arrivo nella Valle di Hamat in Giudea (חמת יהודה), e Caleb cadde dietro un muro ... (Traduz. nostra, vedi qui il testo originale ). 


   Durante la conquista della Terra Santa, c. 1200 a.C., Giosuè combatté i re di Canaan tra Gàbaon e Azekà, nei pressi dell'odierna Emmaus. Secondo il libro di Giosuè, il sole e la luna si fermarono sopra la valle di Àialon, così che gli Israeliti avrebbero vinto e l'oscurità non avrebbe nascosto i loro nemici:

...e il Signore gli disse (a Giosué): «Non aver paura di loro, perché li consegno in mano tua: nessuno di loro resisterà davanti a te». Giosuè piombò su di loro all’improvviso, avendo marciato tutta la notte da Gàlgala. Il Signore li disperse davanti a Israele e inflisse loro una grande sconfitta a Gàbaon, li inseguì sulla via della salita di Bet-Oron e li batté fino ad Azekà e a Makkedà. Mentre essi fuggivano dinanzi a Israele ed erano alla discesa di Bet-Oron, il Signore lanciò dal cielo su di loro come grosse pietre fino ad Azekà e molti morirono. Morirono per le pietre della grandine più di quanti ne avessero uccisi gli Israeliti con la spada. Quando il Signore consegnò gli Amorrei in mano agli Israeliti, Giosuè parlò al Signore e disse alla presenza d’Israele: «Férmati, sole, su Gàbaon, luna, sulla valle di Àialon». Si fermò il sole e la luna rimase immobile finché il popolo non si vendicò dei nemici. (Giosué 10, 8-13; vedi il testo ebraico qui

 

  Giosuè divise la Terra Promessa tra le Dodici Tribù di Israele, e il territorio dove oggi si trova Emmaus fu assegnato alla tribù di Dan:

La settima parte sorteggiata toccò alla tribù dei figli di Dan, secondo i loro casati. Il confine della loro eredità comprendeva Sorea, Estaòl, Ir-Semes, Saalabbìn, Àialon, Itla, Elon, Timna, Ekron, Eltekè, Ghibbetòn, Baalàt, Ieud, Bene-Berak, Gat-Rimmon, Me-Iarkon e Rakkon con il territorio di fronte a Giaffa.  (Giosuè 19, 40-46; vedi il testo ebraico qui)

  Alcuni ritengono che la Ir-Semes "Città del sole", menzionata in questo testo, sia Emmaus, perché in un manoscritto della LXX, il Codice Vaticano, Ir-Semes è tradotta come "Polis Sammaus"


Periodo del Secondo Tempio 


La prima menzione storica di Emmaus è legata alla rivolta ebraica contro l'ellenizzazione che fu imposta in Giudea dal re siriano Antioco IV. 

  Allora Lisia scelse Tolomeo, figlio di Dorimene, Nicànore e Gorgia, uomini potenti tra gli amici del re, e spedì ai loro ordini quarantamila fanti e settemila cavalieri nella terra di Giuda, per devastarla secondo il comando del re. Questi partirono con tutte le truppe e andarono ad accamparsi vicino a Emmaus  (varianti dei manoscritti: Ἀμμούν, Ἀμμαου, Ἀμμαυ), nella pianura. I mercanti della regione ne ebbero notizia e si rifornirono in abbondanza d’oro e d’argento e di catene e vennero presso l’accampamento per acquistare come schiavi gli Israeliti. A loro si aggiunsero forze della Siria e del territorio dei Filistei. Giuda e i suoi fratelli videro che i mali si erano aggravati e che l’esercito era accampato nel loro territorio; vennero a conoscere quanto il re aveva ordinato di fare per la rovina e l’annientamento del loro popolo. Allora si dissero l’un l’altro: «Facciamo risorgere il popolo dalla sua rovina e combattiamo per il nostro popolo e per il luogo santo». Si radunò l’assemblea per prepararsi alla battaglia e per pregare e chiedere pietà e misericordia. Gerusalemme era disabitata come un deserto, nessuno dei suoi figli vi entrava o ne usciva, il santuario era calpestato, gli stranieri erano nella Cittadella, soggiorno dei pagani. La gioia era sparita da Giacobbe, erano scomparsi il flauto e la cetra. Si radunarono dunque e vennero a Masfa di fronte a Gerusalemme, perché nei tempi antichi a Masfa c’era un luogo di preghiera in Israele…. Poi levò il campo e si disposero  a mezzogiorno di Emmaus  (Ἀμμαούμ, Ἀμμαους, Έμμαους). Giuda ordinò: «Cingetevi e siate forti e state preparati per l’alba di domani a dar battaglia a questi pagani, che si sono alleati per distruggere noi e il nostro santuario. Del resto è meglio per noi morire in battaglia, che vedere la rovina della nostra gente e del santuario. Però, qualunque sia la volontà del Cielo, così accadrà».

 Gorgia prese allora cinquemila fanti e mille cavalieri scelti, e il campo si levò di notte per sorprendere il campo dei Giudei e sconfiggerli all’improvviso; gli uomini della Cittadella gli facevano da guida. Ma Giuda lo venne a sapere e mosse anche lui con i suoi valorosi per sconfiggere le forze del re che sostavano a Emmaus  (Έμμαούμ, Ναμμαουμ, Ἀμμαουμ)mentre i soldati erano ancora dispersi fuori del campo. Gorgia giunse al campo di Giuda di notte e non vi trovò nessuno; li andava cercando sui monti dicendo: «Costoro fuggono davanti a noi». Fattosi giorno, Giuda apparve nella pianura con tremila uomini; non avevano però né corazze né spade, come avrebbero voluto. Videro l’accampamento dei pagani difeso e fortificato, con la cavalleria disposta intorno, tutti esperti nella guerra. Ma Giuda disse ai suoi uomini: «Non temete il loro numero, né abbiate paura dei loro assalti; ricordate come i nostri padri furono salvati nel Mar Rosso, quando il faraone li inseguiva con l’esercito. Alziamo la nostra voce al Cielo, perché ci usi benevolenza e si ricordi dell’alleanza con i nostri padri e voglia abbattere questo schieramento davanti a noi oggi. Allora tutte le nazioni sapranno che c’è chi riscatta e salva Israele». Gli stranieri alzarono gli occhi e li videro venire loro incontro; perciò uscirono dagli accampamenti per dare battaglia. 

Gli uomini di Giuda diedero fiato alle trombe e attaccarono. I pagani furono sconfitti e fuggirono verso la pianura, ma quelli che erano più indietro caddero tutti uccisi di spada. Li inseguirono fino a Ghezer e fino alle pianure dell’Idumea, di Azoto e di Iàmnia; ne caddero circa tremila. Quando Giuda e i suoi armati tornarono dal loro inseguimento, egli disse alla sua gente: «Non siate avidi delle spoglie, perché ci attende ancora la battaglia. Gorgia e il suo esercito sono sul monte vicino a noi. Ora voi state pronti a opporvi ai nemici e combattete contro di loro; poi farete tranquillamente bottino». Mentre Giuda ancora parlava, apparve un reparto che spiando dal monte vide che i loro erano stati messi in fuga e gli altri incendiavano il campo: il fumo che si scorgeva segnalava l’accaduto. A quello spettacolo si sgomentarono grandemente; vedendo inoltre giù nella pianura lo schieramento di Giuda pronto all’attacco, fuggirono tutti nel territorio dei Filistei. Allora Giuda ritornò a depredare il campo e raccolsero oro e argento in quantità e stoffe tinte di porpora viola e porpora marina e grandi ricchezze. Di ritorno cantavano e benedicevano il Cielo perché è buono, perché il suo amore è per sempre. Fu quello un giorno di grande liberazione per Israele.  

(1 Maccabei 3, 38-46; 57- 4, 25vedi qui il testo originale)

 

Altre storie dell'epoca del Secondo Tempio:  


 Secondo il Talmud, tra i musicisti che suonavano nel tempio di Gerusalemme, c'erano alcuni abitanti di Emmaus:

Coloro (che suonavano il flauto davanti all'altare) erano servi dei sacerdoti. Così rabbi Meir. Rabbi Yose dice: "Erano famiglie di Bet-Hapegarim e Bet-Tsiporya e di Emmaus  (varianti dei manoscritti:  עימאוס, עמאוס, אמאוס)si sposavano con i sacerdoti (cioè le loro figlie erano accettate come spose dai sacerdoti) ". Rabbi Hanina ben Antignos dice: "Erano leviti".   (Trattato Arachin, cap. 2, Mishnah 4, traduz. nostra, vedi qui il testo originale)





   Si narra la storia di un conducente di asini che è andò a trovare Hillel il Vecchio. Gli disse: «Rabbi, guarda come stiamo meglio di voi (i Babilonesi), poiché voi avete molte difficoltà quando salite da Babilonia a Gerusalemme, ma io esco da casa mia e alloggio all’ingresso di Gerusalemme». L'altro fece una pausa e rispose: «Quanto dovrei darti per affittare il tuo asino da qui a Emmaus  (מיאם, אמאום)»«Un denario». « E per andare a Lod, quanto?», «Due denari». «E per Cesarea, quanto?», « Tre». «Bene, vedo che regoli i tuoi prezzi in base alla distanza ...» Rispose: «Sì, i prezzi si basano sulla distanza». E l'altro aggiunse: «Dunque la ricompensa per i miei piedi non varrebbe almeno quanto quella di una bestia?» Questo è ciò che Hillel diceva: «La ricompensa dipende dal dolore che si prova.» (Avot de Rabbi Natan B, cap. 27, traduz. nostra, vedi qui il testo originale).  


Si racconta che il rabbi Jochanan (Ben Zakkai?) fu un giorno preso da debolezza a causa della fame. Andò ad Emmaus  (אימוניס), sedette a est di un fico e fu guarito. Gli fu chiesto: «Da dove ti risulta (che il fico è una medicina)?» Rispose: «Da Davide, come sta scritto, «Gli hanno dato un pezzo di torta di fichi ... e quando l’ebbe mangiato, si rianimò. (1 Sam 30, 12)» Gli si applica questo testo: «Il vantaggio della conoscenza è che la saggezza fa vivere coloro che la possiedono».

 (Midrash Rabba sul Libro dell’ Ecclesiaste, cap. 7, v. 12, traduz. nostra, qui il testo originale ).


Periodo Romano tardivo 


Una raccolta di commenti ebraici sulla Legge, Mekhilta de Rabbi Ishmael (Mekhilta sull’Esodo), nel trattato Bahodesh A, descrive così la difficile situazione del popolo ebraico dopo la distruzione di Gerusalemme e del suo Tempio ad opera dei Romani:

 Una volta Rabbi Yohanan ben Zakkai salì a Emmaus in Giudea  (secondo i manoscritti: מאוס, מעון יהודה, מעים)  e vide una ragazza che stava raccogliendo dei grani di orzo nello sterco di cavallo. R. Yohanan ben Zakkai chiese ai suoi discepoli: «Chi è questa ragazza?». Gli dissero: «È una giovane ragazza ebrea». «E a chi appartiene questo cavallo?», «A un cavaliere arabo», gli risposero i suoi discepoli. Quindi il rabbino Yohanan ben Zakkai disse ai suoi discepoli: «Per tutta la vita ho letto questo versetto e non ho capito tutto il suo significato: “Se non lo sai tu, bellissima tra le donne...” (Cantico dei Cantici 1,8). Non siete stati disposti a sottomettervi a Dio, ecco adesso siete sottomessi alla peggiore tra le nazioni ... Siete stati riluttanti a pagare la tassa pro capite a Dio, “un beka a testa” (Esodo 38,26), ecco che adesso pagate una tassa di quindici sicli a testa al governo dei vostri nemici, siete stati poco disposti a riparare le strade e le vie che conducono al Tempio, e ora dovete mantenere le poste e le stazioni sulla strada delle città reali ...  traduz. nostra, vedi qui il testo originale)


 Dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme, Rabbi Yohanan ben Zakkai radunò i suoi discepoli a Yavne, dove fondò un'accademia e riformò l'Ebraismo, permettendogli così di sopravvivere in assenza del Tempio. R. Yohanan ben Zakkai terminò la sua vita nel villaggio di Berur Hail intorno al 72 d.C. La tradizione ebraica ha conservato il seguente racconto:

  Rabbi Yohanan ben Zakkai aveva cinque discepoli e finché visse, rimanevano seduti davanti a lui. Quando morì, andarono a Iavne. Rabbi Eleazar ben Arach, tuttavia, raggiunse sua moglie ad Emmaus  (אמאוס), un bel luogo con buona acqua. Aspettò che (gli altri discepoli) venissero da lui, ma non vennero. Dato che non li vedeva arrivare, volle andare loro incontro, ma sua moglie glielo impedì. Lei gli disse: «Chi ha bisogno di chi?». Lui rispose: «Loro hanno bisogno di me». Gli disse: «Nel caso di un recipiente [contenente cibo] e dei topi, chi andrà da chi? I topi vanno al recipiente o il recipiente va verso i topi?». Rimase in ascolto e restò lì finché dimenticò ciò che aveva imparato... (Midrash Rabba sull’Ecclesiaste 7,15, traduz. nostra, vedi qui il testo originale )


 La stessa storia è ricordata nella raccolta di leggende ebraiche Avot di Rabbi Natan (B), cap. 29

  Perché (Rabbi Eleazar ben Arach) non ha raggiunto la gloria a causa del suo studio della Torah? Perché quando lasciarono Gerusalemme, (ognuno di loro) disse: «Dove andrò?» E lui disse: «Andiamo a Emmaus  (מאוס), una bella città, le cui acque sono dolci». Il suo nome non è diventato famoso a causa della Torah, ma quelli che hanno detto: «Andiamo a Iavne, un posto dove la gente ama la Torah, un luogo dove i saggi sono numerosi», costoro hanno raggiunto la fama a causa della Torah. ( traduz. nostra, vedi qui il testo originale)


 I primi bagni romani furono probabilmente costruiti ad Emmaus alla fine del primo secolo dopo Cristo a causa della presenza di una guarnigione romana in questo luogo. Nella versione parallela del testo menzionato sopra (Avot of Rabbi Nathan, versione A), al posto della parola "Emmaus" appare la parola greca "demosit", che significa "bagni pubblici".

     (La localizzazione della Emmaus del rabbino Eleazar ben Arach è discussa, è anche possibile che sia andato alle sorgenti termali vicino a Tiberiade sulle rive del Mare di Galilea, note anche come Hammat ed Emmaus nella letteratura ebraica antica).

 

Anche l'evento menzionato nella Mishnah, nel trattato Keritot, 3, 7, si svolge alla fine del primo secolo e. V.:

  Rabbi Akiva disse: «Ho chiesto a Rabbi Gamaliele e a Rabbi Yoshua a proposito del mercato di Emmaus (אמאוס in testi paralleli nel Talmud, secondo i manoscritti:  ,אימאום ,עימאוס ,מימוס ,אימאוס, אימעום ,מעאוס ,אימוס   עימאום ,עימעיס ,עימאום ) dove andarono a comprare una bestia per il matrimonio del figlio di Rabbi Gamaliele  (e ho chiesto): «Se un uomo ha avuto un rapporto con sua sorella, e con la sorella di suo padre, e con la sorella di sua madre, deve (offrire un solo sacrificio) per tutte o (un sacrificio) per ciascuna?». Mi hanno risposto: «Non abbiamo ricevuto alcuna tradizione a riguardo, ma abbiamo appreso che se un uomo ha avuto rapporti sessuali con le sue cinque mogli durante le mestruazioni, deve (offrire un sacrificio) per ognuna, e ci sembra che questo si applichi ancora di più in questo caso ... » (traduz. nostra, vedi qui il testo originale




Il seguente testo del Midrash Rabba sul libro delle Lamentazioni (1,48) parla dello sterminio della popolazione ebraica nella regione di Emmaus dopo la repressione della rivolta di Bar-Kokhba:

 Adriano il maledetto istituì tre guarnigioni, una ad Hamta  (חמתא), una seconda a Kfar Lekatia e la terza a Betel di Giudea. Disse: «Chiunque cerchi di fuggire da una di loro sarà catturato da un’altra e viceversa »... ( traduz. nostra, vedi qui il testo originale).



                                                                                                                                                
Amuleto ebraico (rotolo d'argento) ritrovato a Emmaus (L.H. Vincent, Amulette judéo-araméenne, RB 1908, pp. 382-394). 





Periodo Bizantino



Durante il  periodo bizantino gli Ebrei e i Samaritani continuarono ad abitare la regione di Emmaus.


Talmud di Gerusalemme, Trattato Avoda Zara, 5, 4, (eventi del IV secolo d.C.):
Rabbi Aha andò ad Emmaus ( מאוס ) e mangiò i loro prodotti del forno (quelli dei Samaritani).

(vedi qui il testo originale. Traduz. nostra)

  


 Durante gli scavi alla fine del XIX secolo nella zona di Emmaus, fu trovata una lapide con la scritta in ebraico: “Mekom menuhato shel Eleazar ben Yehoshua. Shalom me-Emmaus (אמאוס). Shalom”- “Il luogo di riposo di Eleazar, figlio di Giosuè, la pace di Emmaus, la pace” (attualmente presso il Museo Archeologico di Giaffa).






Per tutti i riferimenti a Emmaus nella letteratura rabbinica antica vedi:

Strack & Billerbeck, Kommentar zum Neuen Testament aus Talmud und Midrasch, München, 1924, 1989, vol. II, p. 270; "ספר הישוב", עורך ש' קליין, ירושלים, תרצ"ט, vol.1, p. 5-6 e 47-48, nonché: : K.-H. Fleckenstein, M. Louhivuori, R. Riesner, Emmaus in JudäaBasel, 2003, p. 40-86.




Periodo Medioevale 


Salmon ben Yeruhim, Commento all'Ecclesiaste (autore caraita del X secolo):

«Il lavoro degli stolti li stanca, e [nessuno di loro] sa come trovare la strada per arrivare in città» (Ecclesiaste 10,15). Come un uomo che lascia Ramla per andare a Gerusalemme (Beit al-Maqdis), che è una strada ben nota: se quest'uomo vuole prendere una scorciatoia, passerà per ʻImwas (Emmaus) e Qaryat al-ʻAnab; ma lo stolto non prenderà questa strada, ma si dirigerà verso Gaza, e poi a Beit Jibrin, e di là a Zughar, e poi ritornerà a ʻEin Gedi, e di là a Gerico, e da lì a Gerusalemme. . .  (tradotto da noi da:  Moshe Gil, A History of Palestine, 634-1099, Cambridge, 1997, p. 203) 


Il rabbino Beniamino di Tudela visitò la regione di Emmaus Nicopolis intorno al 1170, e fu il primo tra i viaggiatori medievali a menzionare la fortezza di Latrun (Toron de los Caballeros), costruita circa trent'anni prima:

...Di là cinque parasangi a Beit Jaberim, la vecchia Maresa, dove ci sono solo tre abitanti ebrei. E da lì cinque parasangi fino al Toron de los Caballeros, che è Sunem, e là ci sono circa trecento ebrei. E di là tre parasangi fino a San Samuele di Silo, che è Silo, distante due parasangi da Gerusalemme... (Viaggi di Beniamino di Tudela, seconda metà del XII secolo, traduz. nostra, vedi qui il testo originale)


Nel 1334 il rabbino Itshak Helo d'Aragona descrisse la sua visita ad Emmaus nella Valle di Àialon:

La strada dalla Città Santa a Giaffa, all’estremità della tribù di Dan, è la seguente: da Gerusalemme a Sorea, la patria di Sansone. Oggi è chiamata Surah e vi si mostra la tomba di Sansone. È un monumento molto antico, adornato con la mascella d’asino con cui aveva ucciso i Filistei. Da lì ci si reca ad Emmaus, un luogo ben noto negli scritti dei nostri saggi, la loro memoria sia benedetta. Adesso è solo un povero villaggio, abitato da pochi Ismaeliti, che vivono in case miserabili. A Emmaus c'è un antico monumento sepolcrale, che si dice sia la tomba di un signore cristiano, caduto nella guerra del re di Persia. Da Emmaus si arriva a Ghimzo, la patria di rabbi Naum, cittadino di Ghimzo ... (Vedi qui il testo originale. Traduz. nostra).